giovedì 17 giugno 2010

LETTERA DEL COMITATO UNION

Alla cortese attenzione
del Presidente Antonio Di Pietro,
del Dipartimento Cultura IDV,
dell'Ufficio di Presidenza,
Oggetto: RELAZIONE GENERALE SULLO STATO ATTUALE DELL'UNIVERSITA' E PROPOSTE
DI INIZIATIVA PER IL PROSSIMO ANNO ACCADEMICO
Gentile Presidente, gentili membri del Dip. Cultura, gentili Sig.ri dell'Ufficio di Presidenza,
con la presente, cogliamo l'occasione per annunciarvi che l'associazione studentesca UniON, nata
dai giovani IDV e aperta a tutte le forze universitarie e civili che hanno aderito al nostro progetto, è
attualmente realtà. Abbiamo portato avanti in questi mesi un ampio lavoro di riflessione sullo stato
attuale dell'Università e siamo entrati in contatto con le altre forze studentesche, in occasione delle
elezioni del CNSU dello scorso mese di maggio.
L'obiettivo di UniON è quello di unire alla rappresentanza studentesca
- la capacità di portare avanti idee nuove per riformare il sistema Istruzione,
- la promozione di una serie di attività di formazione politica e culturale libera da bandiere e
vessilli politici, dato il contesto universitario, ma chiaramente ispirata alle idee
fondamentali di IDV e riconducibile alla nostra cultura politica.
Siamo in procinto di organizzare un grande evento di presentazione dell'associazione per il giorno
1 ottobre 2010, in occasione del quale abbiamo il grande piacere di invitarvi sin da ora. Per questa
occasione, desideriamo essere pronti a lanciare una grande iniziativa in grado di incidere
profondamente sulla politica universitaria e sull'opinione degli studenti.
In questo documento, poniamo alla vostra attenzione alcune possibili iniziative, dal referendum
anti-Gelmini alla proposta di legge popolare, affinchè, grazie alla vostra esperienza, si possa
scegliere da parte nostra la la strada migliore per contrastare le scelte di questo governo
anche in questa materia ed instaurare una strategia comune per costruire un'alternativa.
Studiando il combinato disposto della legge 6 Agosto 2008 n.133 ed il Disegno di Legge n. 1905
voluti dal ministro Gelmini, il panorama universitario italiano subirà da qui a breve un vero e
proprio incentivo statale per lo smantellamento dell'Università e della Ricerca come valore pubblico
e garantito dalla nostra Carta Costituzionale.
In una situazione già precaria dal punto di vista economico del mondo dell'istruzione, ivi compresa
l'Università e della ricerca, far credere di potere operare una riforma dell'Università a costo zero
(così recita l'art. 8 della legge 169/2008) o peggio tagliandone gli investimenti, è fuorviante per
l'opinione pubblica oltre che in contrasto con le linee guida fornite idalla Commissione Europea (v.
Comunicazione della Commissione europea del 10 gennaio 2003 - Investire efficacemente
nell'istruzione e nella formazione: un imperativo per l'Europa), che vorrebbero l'innalzamento degli
indici di investimento, appunto, nell'istruzione e nella formazione. Al contrario, la nostra nazione
risulta fanalino di coda come si può facilmente riscontrare nel DPEF approvato nel luglio 2009.
Inoltre, “Gli investimenti in ricerca scientifica e sviluppo tecnologico sono inferiori al 2% rispetto
al prodotto interno lordo, contro il 2,7% degli Stati Uniti e il 3,2% del Giappone. La spesa
complessiva per l’alta formazione in Germania, Francia, Gran Bretagna, Spagna non supera l’1,1%
del Pil, in Italia è persino inferiore (0,88%), contro il 3,6% degli Stati Uniti. Con i soli investimenti
pubblici (1,2% del Pil) gli Stati Uniti superano gli investimenti totali in educazione terziaria
dell’Europa. E a loro si sommano gli investimenti privati, per un ulteriore 1,4% del Pil.
La differenza si vede in maniera chiara nel «pacchetto conoscenza», ovvero nella somma degli
investimenti in ricerca e in educazione. Secondo i dati Ocse, in Italia non raggiungono il 2,5%, in
Francia (3,7%), Gran Bretagna (3,7%) e Germania (3,9%) non raggiungono il 4% del Pil. Mentre in
Canada assommano al 4,7%, in Giappone al 5,0%, in Corea del Sud al 5,9%, negli Usa addirittura
toccano il 6,6% del Pil” (convegno Rettori europei 2007).
Parlando in termini monetari la situazione è andata via via peggiorando nel 2009,2010 ed in
previsione futura anche nel 2011. I tagli operati, infatti ammontano a 178 milioni, cioè il 2% del
budget complessivo per l'Università per il 2009; 731 milioni nel 2010 ed 863 nel 2011. In sostanza
un meno 12% al fondo di finanziamento ordinario che era pari a 7,2 miliardi di Euro. Una scure
impressionante sul futuro dei giovani e dell'istruzione.
L'Italia non può permettersi di vestire la maglia nera in un settore così fondamentale per lo sviluppo
economico del paese ed ancor di più in un periodo di crisi economica. Investire sull'Università e
sulla ricerca vuol dire investire sul futuro.
Il Ministro Gelmini, inoltre, dimostra con la presentazione del Disegno di Legge n. 1905 un'assoluta
confusione su come intende organizzare e rilanciare il mondo dell'Università e della Ricerca
italiana. Con la previsione contenuta nella legge 6 Agosto 2008 n.133 articolo 16, infatti, che
prevede la possibilità di trasformare le Università in Fondazioni di diritto privato e la
riorganizzazione completa della governance contenuta nel d.d.l. 1905 la confusione, all'interno degli
atenei italiani, regna sovrana. Pare, tra l'altro, che tra le due disposizioni possano sorgere molteplici
incongruenze. Tralasciando le questioni di legittimità costituzionale e le ambiguità della disciplina
di riferimento per il particolare modello di Fondazione di Diritto Privato che ne verrebbe fuori, ci
chiediamo quale sia il rapporto tra lo stesso modello di Università proposto dalla legge 133 e la
riorganizzazione della governance proposta dal d.d.l. 1905.
Gli emendamenti governativi inseriti dalla VII Commissione permanente del Senato al Disegno di
Legge n.1905, non sembrano ovviare in modo significativo ai tanti problemi e punti di criticità
sollevati da tutto il mondo dell'Università e della Ricerca. A fronte di questo, abbiamo constatato
che è stato svolto fin qui un grande lavoro costruttivo dagli Onorevoli Senatori e Deputati di Italia
dei Valori.
Per queste ragioni, Uni-ON, nata dai giovani dell'Italia dei Valori e rappresentante di diverse voci
nel panorama universitario, auspica di aprire, nel medio termine, un tavolo tecnico nazionale, con
realtà studentesche e partiti in cui si possano studiare ulteriori contro-proposte per riformare e dare
nuovo slancio a tale ambito senza, con questo, compromettere in alcun modo il carattere pubblico
dell'istruzione.
Nell'immediato, tuttavia, crediamo sia necessario passare ad azioni tempestive, motivo per cui
chiediamo consiglio a voi tutti per scegliere entro il mese di giugno una o più delle seguenti
iniziative da portare avanti come associazione universitaria nel prossimo anno accademico.
PROPOSTE DA PRENDERE IN ESAME:
1. Referendum abrogativo delle disposizioni che incidono sulla governance dell'Università
e che mettono in dubbio il carattere pubblico della stessa.
2. Legge di iniziativa popolare al fine di apportare giuste e contenute modifiche per
quanto attiene, almeno, la governance.
3. Iniziare lo studio per una legge con procedimento legislativo ordinario di riforma
dell'Università.
4. Studio sul rapporto tra l'art.16 della legge 133/2008 e il d.d.l. 1905 per studiare
possibili incompatibilità tra le disposizioni in esame e valutare le più opportune azione
da intraprendere.
5. Campagna di sensibilizzazione per studenti, professori e ricercatori attraverso
l'espletamento di convegni che illustrino l'idea di Università propria di UniON, ispirata
alla cultura politica di Italia dei Valori.
Roma lì, 02-06-2010 Comitato Promotore UniON

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